domenica 19 ottobre 2014

Domenica 19 ottobre: Roccaforte Ligure - Avi - Roccaforte Ligure (AL)

9 partecipanti, giornata variabile ma calda

La partenza




Il passaggio complicato sul sentiero sparito...




Prima riserva d'acqua
La cantina

Seconda riserva d'acqua
La villa
Angelo C.
Rocchetta Ligure
Cantalupo Ligure
La Croce nella nebbia
Gruppo con cane famelico
Sosta al bivacco del monte Poggio
Il torrente Sisola
Monte Poggio, sentiero 260 Serena e Alessandro


sabato 20 settembre 2014

Domenica 19 ottobre: Roccaforte L. - Avi - Roccaforte L. (AL)

Viste le previsioni e considerando anche la presenza di almeno due punti non facili da attraversare con terreno scivoloso, preferisco rinviare la gita a domenica 19 ottobre

Qui le foto della verifica che comunque è servita a ben poco; in pratica la gita, dopo i vari nubifragi, sarà un'avventura...

Il meteo previsto

N.B. per chi arriva da Tortona, la s.p. 35 è stata riaperta questa mattina (16/10) a senso unico alternato all'altezza dell'abitato di Cassano Spinola 



Primo ritrovo: Piazza Coppi a Serravalle Scrivia (AL) ore 8 e 30
Secondo ritrovo: Parcheggio Stazione Arquata Scrivia ore 8 e 45
Terzo ritrovo e partenza: Roccaforte Ligure ore 9 e 30

Si parcheggia dalla chiesa, raggiungibile dalla strada,in salita sulla sinistra con indicazione ruderi Castello Spinola 300 metri prima dell'abitato di Roccaforte

Sviluppo: Roccaforte L. (704) -  Bivio di Roccaforte L. (835) - M.te La Croce (824) - Selletta di Avi (732) - Avi (610) - Selletta m.te Cravasana (815) - M.te Cravasana (870) - Croce degli Alpini (830) e ritorno

Dislivello: m. 400 c.a.
Lunghezza: km 10 c.a.
Difficoltà: E
Segnavia CAI bianco-rosso: 274, 260, 256, 260
Tempo previsto: 4 ore e trenta (escluso le soste) 

Note sul percorso:

Dalla parrocchia (sul cui campanile i partigiani tentarono esperimenti di radiocomunicazioni) si dipartono tre sentieri: il primo in direzione di Lemmi; il secondo verso Avi e Pertuso; il terzo a sud verso Camere e Costa Salata.
La prima parte del percorso è comune ai primi due sentieri: dopo una breve rampa a destra una sella conduce ad un rilievo con posizione panoramica straordinaria da cui si individuano moltissimi luoghi significativi della vicenda partigiana.
Subito dopo la sella la strada prosegue in un breve tratto pianeggiante (segnavia CAI 260). L’attuale strada è meno ripida di quella originale, che venne modificata dagli uomini di Roccaforte per rendere meno difficoltoso il trasporto dei pesanti carichi di legname trainati dai buoi. I lavori, iniziati nel 1944, vennero interrotti a causa del rastrellamento tedesco dell’8 dicembre, quando i giovani, avvertiti in tempo, si nascosero; i lavori ripresero solo nel 1946 su un percorso diverso dagli intenti originari.
Lasciati sulla sinistra il monte Osesa e poi sulla destra il monte La Croce si scende per una strada carrareccia in un bosco di castagni in agevole discesa e in breve si giunge al bivio che indica a sinistra il sentiero per Avi. Imboccandolo (segnavia CAI 256) si giunge dopo breve tragitto alle case di Avi, abbandonate definitivamente fin dagli anni ’50. Qui si collocò dal febbraio al luglio del 1944, proveniente da Montebore di Dernice, il primo gruppo partigiano insediato in valle, al comando di Franco Anselmi “Marco”, medaglia d’argento al valor militare, caduto a Casteggio il 26 aprile 1945. Con Marco era presente Virginio Arzani “Kikiriki”, combattente ed in seguito comandante coraggiosissimo: ferito nella battaglia delle “strette” di Pertuso (24-26 agosto 1944), ricoverato nell’ospedaletto di Rocchetta insieme ad altri partigiani e tedeschi feriti, risparmiato dai tedeschi, venne fucilato dalla Brigata nera il 29 agosto 1944. Avventurosa anche la vicenda di Camillo Rebuffo: catturato con altri due ad Avi il 22 luglio 1944, trasportato prima a Rocchetta e poi da lì alla caserma di Borghetto, durante il tragitto lungo il Borbera, nei pressi della confluenza del Rio d’Avi, si gettò dalla carrozza giù da un dirupo, guadagnò il greto del Borbera e si dileguò. I tedeschi ritrovarono solo il suo occhio di cristallo (era un invalido della prima guerra mondiale) perso nella concitazione della fuga. L’occhio era esibito dai tedeschi sulla piazza di Rocchetta come “trofeo di guerra”!


Da Avi si fa ritorno al bivio e si prosegue fino al Poggio (ovvero si prosegue sul sentiero 256 verso est che giunge direttamente ad una selletta vicinissima) ove si trova un posto di sosta. Proseguendo lungo il sentiero in cresta si giunge al punto forse più panoramico della valle: la cosiddetta “croce degli Alpini”.

Continua qui


N. B. alcuni passaggi verso Avi necessitano di particolare attenzione per via di alcune frane presenti sul sentiero. 

La sosta per il pranzo è prevista nei pressi della Croce degli Alpini, il ritorno è tutto sul crinale seguendo interamente il sentiero con segnavia 260, faremo quindi un'altra sosta sul monte Poggio, presso il bivacco da dove si può ammirare uno splendido panorama sulla Val Borbera.


 


Avi (m 610), frazione disabitata di Roccaforte Ligure



A un passo dalla vetta: Avi, il borgo abbandonato

Grondona, Valle Spinti e Roccaforte 

 


 

 

 

 

lunedì 8 settembre 2014

Domenica 7 settembre: Becca d'Aver - Valle d'Aosta

Qui le foto di Angelo C. e qui quelle di Alberto P. 






lunedì 1 settembre 2014

Domenica 7 settembre: Becca d'Aver - Valle d'Aosta

Ciao a tutti !!

Prima escursione post ferie estive, anche se purtroppo tormentate da pioggia e tempaccio quasi ovunque.
Speriamo di esser ripagati da un settembre ed ottobre con clima più adatto alle nostre attività di outdoor !!
Per l’escursione di settembre ci si dirigerà in Val d’Aosta, con partenza dal paesino di Torgnon in Valtournanche.
Bel giro ad anello con meta la Becca d’Aver.
Percorso medio impegnativo con una parte più facile ed una un pochino più accattivante ed impegnativa, nulla di impossibile, ma da percorre con la classica attenzione dovuta ad un percorso di montagna.

Stefano, Delfina, Alberto, Giampaolo, Lele
DETTAGLIO GITA

Becca d’Aver

Dislocazione: Torgnon - Val d’Aosta

Accompagnatori: Delfina (338 3116452) / Alberto (328 6637030) / 329 8565321 (Gian Paolo)
Escursionismo

Ritrovo:
Novi Ligure - p.za XX Settembre : ore 07.20
Partenza:
07.30
Trasferimento:
Auto ( km 190 circa da Novi L. )
Itinerario:
Torgnon ( Plan Prorion ) – Col de Bornes – Becca d’Aver – Col Fenetre – Plan Prorion


Dislivello/Sviluppo:
m. 800 circa
Tempi di Percorrenza:
4,30 ore + soste
Difficoltà:
E / EE
Pranzo:
Al sacco
Rientro Previsto:
19.00 / 19,30 (teorico)
Equipaggiamento:
Normale escursionismo
Termine Iscrizioni:
sabato 6 Settembre 2014.
Note:


La salita alla Becca d'Aver, m. 2.469, rappresenta una classica della Valtournenche.
Escursione assai interessante durante la quale coprendo un dislivello di poco più di 700 metri ci si regala un panorama davvero incantevole ed ad amplissimo raggio.
L'elevazione, affacciata come un balcone sulla vallata centrale della valle d’Aosta a picco sul paese di Nus, sorge sullo spartiacque tra la Valle di San Barthelemy e la Valtorunenche,
Oltre all'immancabile Cervino, il gruppo del Monte Rosa e ancora l'Emilius e più lontano il massiccio del Monte Bianco.
L’escursione si svilupperà ad anello, con rientro a Plan Prorion dal col Fenetre, antico stretto e roccioso valico di comunicazione fra la valle di San Barthelemy e la bassa Valtournanche.
Qualche breve tratto roccioso lungo la discesa vs il col Fenetre meriterà la giusta attenzione che la montagna richiede sempre.



N.B. : la partenza indicativa dall’area attrezzata di Plan Prorion è fissata per le ore 10 circa.





Per i trasferimenti in treno si consiglia di munirsi anticipatamente di biglietto
Il presente calendario potrà subire variazioni in relazione alle condizioni meteo.
L’associazione non risponde per danni ai partecipanti privi di Iscrizione ed abbigliamento adeguato

sabato 16 agosto 2014

Gite fuori programma ad agosto


Domenica 17: Laghi della Lavagnina dagli Eremiti
Domenica 24: Laghi del Gorzente dal Guado di Ponte Nespolo
Domenica 31: Ripetizione Giro del Postino RINVIATA *
http://gsvalliriunite.blogspot.it/2014/05/domenica-8-giugno-il-giro-del-postino.html

* Rinviata a data da destinarsi per rischio temporali previsti e difficoltà per l'attraversamento del guado principale (sicuramente il Boreca ha maggior portata rispetto alla volta scorsa).

Per tutte le gite il primo ritrovo sarà a Serravalle Scrivia (AL) in Piazza Coppi alle ore 8 e 30


Foto e dettagli qui



 

domenica 13 luglio 2014

Notturna del 9 agosto

Tutti i dettagli qui ...

...e qui le foto




sabato 5 luglio 2014

Grigliata del gruppo

Sabato 12 luglio presso la Pineta di Carrosio si terrà la grigliata del gruppo.
Coloro che intendono partecipare sono pregati di confermare con sms al numero 3383116452 entro mercoledì 9 luglio.
 

lunedì 16 giugno 2014

21, 22 giugno: Due giorni sull'Alta Via dei monti liguri

Ci siamo orientati quest’anno sull’esplorazione del settore occidentale della Liguria, ns classico terreno operativo, ma stavolta siamo saliti vs l’alto, a percorrer sentieri e cime dell’AV nella zona compresa fra la val Bormida ( Ormea ) e l’entroterra alto Albenghese. Posto tappa il rifugio Pian dell’Arma posto a circa 1200m di altitudine e già in territorio cuneese .
In allegato la scheda sintetica del programma di massima, ovvio che dovremo poi far i conti con il meteo a cui nn possiamo mai comandar ……..ma fidiamo nella buona stagione !!

DETTAGLIO GITA
DS
                                               Data: 21-22 Giugno 2014

                                               2gg sull’AV dei Monti Liguri

                                    Dislocazione: Alta valle Pennavaira – Caprauna ( Imperia )

Accompagnatori: Delfina (338 3116452) / Alberto (328 6637030) / 329 8565321 (Gian Paolo)
Escursionismo

Ritrovo:
Novi Ligure - p.za XX Settembre : ore 07.15
Partenza:
07.20
Trasferimento:
Auto ( km 160 circa da Novi L. ) h. 2,30 circa di viaggio
Itinerario:
1’ gg : Rif. Pian dell’Arma – M.te Armetta – M.te della Guardia – Rif.
2’ gg : Rif. Pian dell’Arma – P.so Prale – M.te Airolo – Capp. San Bernardo – Rif.
Dislivello/Sviluppo:
1’ gg : m. 600 circa
2’ gg : m. 400 circa
Tempi di Percorrenza:
1’ e 2’ gg : 5 ore + soste
Difficoltà:
E / EE
Pranzo:
Al sacco
Rientro Previsto:
19.00 / 19,30 (teorico)
Equipaggiamento:
Normale escursionismo
Termine Iscrizioni:
venerdì 6 Giugno 2014.
Note:


La consueta 2 giorni del gruppo si svolgerà quest’anno sulla dorsale dell’AV dei monti Liguri. nell’alta valle Pennavaira, raggiunta dall’uscita autostradale di Albenga .
Entrambi gli itinerari prenderanno il via dal Rifugio Pian dell’ Arma ove soggiorneremo la sera.
Il primo giorno raggiungeremo dal rifugio il colle San Bartolomeo d’Ormea da cui imboccheremo il sentiero per il monte Armetta, panoramicissima cima che divide la val Tanaro dal versante ligure. Raggiunta la croce di vetta, si proseguirà poi in direzione ovest vs il monte della Guardia, ripida bastionata rocciosa retrostante il rifugio. Discesi poi in direzione del colle di Caprauna si rientrerà al rifugio.
Il secondo giorno sempre dal rifugio si raggiungerà il colle di Caprauna ed il successivo passo di Prale da cui con panoramica carrareccia fino al passo di Semola da cui risaliremo al monte Airolo. Dal monte discesa vs ovest alla colla di S. Bernardo ed alla sua splendida cappelletta immersa nel verde. Da lì rientro sempre via passo Prale al rifugio.

Gita di medio impegno fisico, che alterna alcune carrarecce di alta quota a sentieri tutti ben marcati. Qualche ripida salita e terreno nel complesso non troppo impegnativo e senza grandi difficoltà, che alterna tratti più sassosi a tratti più erbosi. Bei tratti in pinete alternati a spazi aperti che lanciano lo sguardo fino al mare e talora alla lontana Corsica. Zona non ricca di acqua vista la sua morfologia parzialmente carsica.

N.B. : per il soggiorno al rifugio necessita sacco a pelo o sacco lenzuolo.





Per i trasferimenti in treno si consiglia di munirsi anticipatamente di biglietto
Il presente calendario potrà subire variazioni in relazione alle condizioni meteo.
L’associazione non risponde per danni ai partecipanti privi di Iscrizione ed abbigliamento adeguato


Ciao e ci sentiamo i giorni precedenti la partenza !


Ps: in tre partiranno solo al pomeriggio del sabato per impegni, quindi gli ‘stanziali’ rimanenti 9 dovranno attrezzarsi con un paio di auto per il viaggio.


Stefano, Alberto, Delfina, Lele, Giampaolo

lunedì 9 giugno 2014

Domenica 8 giugno: Il giro del postino - Val Boreca (PC)

Giornata tipicamente estiva, 23 partecipanti

Il guado del Boreca, sullo sfondo il monte Lesima





L'oratorio di San Bernardo a Pizzonero


L'arrivo a Suzzi
Lavatoi e fontane ad ogni paese
La cascata del Boreca al mulino di Suzzi


I vicoli di Bogli

La foto di gruppo davanti alla casa dei nonni di Arturo Toscanini
Qui le foto di Cristina A.



sabato 24 maggio 2014

Domenica 8 giugno: Il giro del postino - Val Boreca (PC)

Giro del postino, Val Boreca (PC)

Artana (1138) - Torrente Boreca (691) - Pizzonero (1034) - Suzzi (967) - Mulino di Suzzi (775) - Bogli (1067) - Artana (1138)


Primo ritrovo ore 8:00 Piazza Coppi a Serravalle Scrivia
Secondo ritrovo ore 8:15 Piazza Pinan Cichero a Vignole Borbera
Terzo ritrovo ore 9:15 Albergo Capanne di Cosola
Partenza da Artana ore 9:30 c.a.
Arrivo previsto ad Artana ore 17:00 c.a.
Lunghezza km 16
Difficoltà E
Dislivello in salita m 800 c.a.
Segnavia bianco rosso 175 da Artana a Pizzonero
e poi bianco rosso 121 fino al termine
Tempo previsto 6/7 ore escluso le soste
Per chi volesse c'è la possibilità di arrivare al sabato sera: cena, pernottamento e prima colazione all'albergo di Capanne di Cosola (m.1500) con 48 euro.


Questo giro era appunto quello che si faceva tutti i santi giorni il postino per consegnare le lettere quando ancora questi borghi non erano serviti da strade carrabili ed erano abitati tutto l'anno. In seguito alla costruzione delle strade i borghi si sono via via spopolati ed ormai si animano solo nei fine settimana e nella bella stagione, anche se c'è qualche famiglia che vi abita ancora. Percorso impegnativo ma molto suggestivo; per il guado conviene levarsi calze e scarponi e quindi portarsi un asciugamano...Inoltre, considerata la bontà delle acque e la presenza di almeno una fontana per ogni paese, potreste fare a meno di riempire le borracce. La sosta pranzo è prevista a Pizzonero oppure, se siamo abbastanza veloci, a Suzzi.

Si parte da Artana (ampio parcheggio poco prima del paese) e si prende il segnavia bianco e rosso n.175 in direzione Pizzonero che scende assai ripido in direzione del Boreca (questo primo tratto è con erba alta ed ortiche, prestare attenzione a non scivolare). Arrivati al torrente saremo nel punto più basso del giro a quota 691, in alto, molto in alto si staglia il Lesima (m.1724), una delle vette più elevate dell'Appennino con il caratteristico “pallone” (radar di controllo del traffico aereo). Anche qui prestiamo attenzione a non scivolare sulle pietre viscide; risaliamo l'altro versante con un sentiero meno ripido in una splendida faggeta con piante plurisecolari alcune dalle forme contorte, e, dopo circa due ore di cammino, arriviamo a Pizzonero: forse il paesino più suggestivo, appartato e soleggiato di tutto il giro. Da qui possiamo ammirare uno splendido panorama con Artana, tutto il crinale che dalle Capanne di Cosola, porta al Cavalmurone (m.1670) e al Carmo (m.1642) s'intravede anche il campanile di Bogli che sbuca dal bosco e ci sembra lontanissimo...Si prosegue poi lungo una strada sterrata (segnavia bianco e rosso n.121), dopo una curva appare, in fondo ad un prato, l'Oratorio di San Bernardo, un posto veramente incantevole. Con continui saliscendi e costeggiando la montagna arriviamo a Suzzi, anche qui come a Pizzonero, case grandi e spigolose e un lavatoio con acqua freschissima. Dopo la doverosa sosta riprendiamo il cammino in discesa lasciando alla nostra sinistra il bianchissimo Oratorio di San Giovanni Battista ed il piccolo cimitero. Il sentiero diventa via, via più ripido e con piccoli tornanti porta ad un piccolo laghetto alimentato da una cascata, al cui fianco, c'è quel che resta del vecchio mulino uno dei tanti che in passato sorgevano lungo il corso del torrente. Si tratta in questo caso del mulino di Suzzi, dove si narra che il più leggendario tra i pifferai, il Draghin, si desse appuntamento con un compagno di Bogli suonatore di musa. Riprendiamo il cammino, superiamo un ponte e cominciamo la salita verso Bogli. Arrivati in paese passiamo a fianco alla casa che apparteneva ai nonni di Arturo Toscanini (qui è il cognome più diffuso). Saliamo alla chiesa e da qui prendiamo una carrareccia in direzione di Artana, splendido il panorama con Suzzi sovrastato dalla piramide del monte Alfeo (m.1651). Dopo una ventina di minuti arriviamo alla cascina Borgonovo, nota come Bucalon, qui viveva il Nitto famoso in tutte e quattro le province; lasciamo la cascina con l'ultima salita e, dopo una trentina di minuti arriviamo ad un antico lavatoio e, da qui, in breve ad Artana. Il giro per la lunghezza ed il dislivello è consigliato a persone abbastanza allenate, chi non è convinto dei propri mezzi può, in alternativa, limitarsi a fare Artana – Bogli – Artana, segnavia bianco rosso n.121, che non presenta difficoltà (tempo previsto due ore escluso le soste).


Val Boreca



Ecco le foto della verifica (fatte tra uno scroscio e l'altro...)


Guado del Boreca
Pizzonero
Oratorio di San Bernardo
Suzzi


La descrizione completa è qui: A un passo dalla vetta


Bogli: la casa degli avi di Toscanini

L'antico lavatoio di Artana
Anello della Val Boreca

La storia del "Nitto"

(...) In questo sperduto e isolatissimo luogo, troviamo una casa in sasso, di fronte a noi si staglia la mole isolata del Monte Alfeo, mentre ai nostri piedi digradano in maniera quasi inaccessibile vecchie faggete; In lontananza si sente il fragore dell’acqua del torrente Boreca che ormai da milioni e milioni di anni scava attraverso la durissima roccia dell’Appennino il suo tortuoso percorso che lo accompagnerà fino nella valle Trebbia. In questo luogo ha vissuto per una vita intera Marziano Rossi "Il Nitto". Il Nitto era una persona straordinaria, all’età di 97 anni viveva solo in questa casetta, per tutti aveva una battuta, un aneddoto da raccontare.. e di certo non gli mancavano, vista la vita travagliata che ha vissuto: da quando faceva Il ciabattino a Genova a quando durante la guerra gli bruciarono la casa la vigilia di Natale, ma anche racconti più semplici: dai ghiri o dalle falne che aveva vicino a casa, agli ululati del lupo che sentiva lontano e nonostante l’età, sia le forze sia la memoria non lo abbandonavano, potevi vederlo nel bosco a fare legna o poteva parlarti dl come sono nati gli Appennini!!! Questo era Il Nitto, un uomo amato da tutti, ora la Val Boreca ha perso un suo tesoro, non lo rivedremo più muoversi agile tra quei boschi, ma resterà sempre nel cuore di tutte quelle persone che hanno avuto la grande fortuna di conoscerlo.(...)

Fonte 


Durante la verifica a Bogli, abbiamo conosciuto Ennio il nipote, che c'ha raccontato un aneddoto; quando già aveva 92 anni, il Nitto era esasperato dalle moto che passavano sulla sterrata che costeggia la cascina e quindi aveva disposto una striscia chiodata per impedirne il passaggio ma fu scoperto e una quindicina di motociclisti con l'intenzione di vendicarsi, s'avvicinarono a lui che si rifugiò in casa per uscirne poco dopo affacciato ad una finestra con un fucile e, dopo aver sparato due colpi in aria, lo puntò verso di loro che fuggirono impauriti.

Il Nitto