sabato 18 aprile 2009
domenica 12 aprile 2009
Domenica 19 aprile: Sentiero dell'Infanta (entroterra di Finale Ligure)
COORDINATORE
329 8565321 (Gian Paolo) – 338 3116452 (Delfina)
DIFFICOLTA’: EE
DISLIVELLO: 700 METRI
TEMPO DI PERCORRENZA: 6 ORE COMPLESSIVE
MEZZO DI TRASPORTO: TRENO
LUOGO RITROVO
ARQUATA SCRIVIA – PIAZZA STAZIONE FERROVIARIA
ORARIO RITROVO: 7,30
ORARIO PARTENZA
7,46 CON ARRIVO A FINALE LIGURE ALLE ORE 9,55. PER IL RITORNO TRENI DA FINALE ALLE ORE 16,35 – 17,07 – 17,55. DA FINALE A CALICE LIGURE SERVIZIO TAXI O NOLEGGIO BUS A SECONDA DEL NUMERO DEI PARTECIPANTI
LOCALITA’: CALICE LIGURE
ITINERARIO
CALICE LIGURE – PIAN DEI CORSI – ZONA PERTI – PIAN MARINO – FINAL BORGO – FINALE LIGURE
PRANZO: Al sacco
EQUIPAGGIAMENTO: Normale da escursionismo
NOTE DI GITA
SI PARTE DA CALICE LIGURE (70) , SI PIEGA A DESTRA E SI INFORCA UN RIPIDO SENTIERO (2 BOLLI ROSSI) E CI SI ATTESTA SULLA DORSALE CHE DIVIDE LE VALLI DEI TORRENTI PORRA E CARBUTA. A QUOTA 776 SI CONFLUISCE SULLA PROVINCIALE 23 NEI PRESSI DI PIAN DEI CORSI E DOPO POCHE CENTINAIA DI METRI SI RAGGIUNGE L’ANTICA STRADA BERETTA. QUI’ INIZIA LA DISCESA CHE ATTRAVERSA LA ZONA DI PERTI E GIUNGE A PIAN MARINO. NELL’ULTIMO TRATTO SI PERCORRE LA VALLE FOSSILE DI MONTESORDO, SI GIUNGE NEI PRESSI DELLA CHIESA DEI 5 CAMPANILI, SI OLTREPASSA LA CHIESA DI S. EUSEBIO E SI ARRIVA ALLE CASE DI PERTI CON LA TORRE DEI DIAMANTI (ULTIMO RESTO DI CASTEL GOVONE). DOPO AVER ATTRAVERSATO GLI SPALTI DI CALTEL S. GIOVANNI SI GIUNGE A FINAL BORGO E DA QUI’ FINALE LIGURE.
domenica 15 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
Domenica 15 marzo: VERNAZZA – SANTUARI DELLE 5 TERRE
COORDINATORE
329 8565321 (Gian Paolo) – 3383116452 (Delfina)
DIFFICOLTA’: E
DISLIVELLO: 800 METRI
TEMPO DI PERCORRENZA
5 ORE COMPLESSIVE
MEZZO DI TRASPORTO: TRENO
LUOGO RITROVO
ARQUATA SCRIVIA – PIAZZA STAZIONE FERROVIARIA
ORARIO RITROVO: 6,50
ORARIO PARTENZA
7,04 CON ARRIVO A VERNAZZA ALLE ORE 9,33. PER IL RITORNO TRENO DA VERNAZZA ALLE ORE 16,22 CON ARRIVO AD ARQUATA ALLE ORE 18,54
LOCALITA’: VERNAZZA
ITINERARIO
VERNAZZA (18) – MADONNA DI REGGIO (281) – FOCE DRIGNANA (450) – M. MALPERTUSO (812) – CIGOLETTA (607) – S. BERNARDINO (374) - VERNAZZA
PRANZO: Al sacco
EQUIPAGGIAMENTO: Normale da escursionismo
NOTE DI GITA
Nelle Cinque Terre, la via dei Santuari si snoda sull'alto dei monti, a picco sul mare, incontrando da La Spezia il Santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore, il santuario di Nostra Signora della Salute a Manarola, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Corniglia, il Santuario della Madonna di Regio a Vernazza il santuario della Madonna di Soviore a Monterosso..
Per raggiungere il santuario di Vernazza si deve percorrere il sentiero numero 8. La lunghezza del percorso è di 1,2 km e raggiunge una quota di 317 m
Dalla stazione ferroviaria si prende la strada per il cimitero superandolo. Si continua lungo il sentiero lastricato, corrispondente al percorso della Via Crucis. La mulattiera si snoda tra le fasce coltivate fino a raggiungere il piazzale del santuario, dal quale si gode una bella vista su Vernazza. Da qui’ si sale ancora fino al monte Malpertuso e proseguendo sull’alta via delle 5 terre fino a Cingoletta si scende al santuario N. S. delle grazie (S. Bernardino) per fare ritorno a Vernazza.
329 8565321 (Gian Paolo) – 3383116452 (Delfina)
DIFFICOLTA’: E
DISLIVELLO: 800 METRI
TEMPO DI PERCORRENZA
5 ORE COMPLESSIVE
MEZZO DI TRASPORTO: TRENO
LUOGO RITROVO
ARQUATA SCRIVIA – PIAZZA STAZIONE FERROVIARIA
ORARIO RITROVO: 6,50
ORARIO PARTENZA
7,04 CON ARRIVO A VERNAZZA ALLE ORE 9,33. PER IL RITORNO TRENO DA VERNAZZA ALLE ORE 16,22 CON ARRIVO AD ARQUATA ALLE ORE 18,54
LOCALITA’: VERNAZZA
ITINERARIO
VERNAZZA (18) – MADONNA DI REGGIO (281) – FOCE DRIGNANA (450) – M. MALPERTUSO (812) – CIGOLETTA (607) – S. BERNARDINO (374) - VERNAZZA
PRANZO: Al sacco
EQUIPAGGIAMENTO: Normale da escursionismo
NOTE DI GITA
Nelle Cinque Terre, la via dei Santuari si snoda sull'alto dei monti, a picco sul mare, incontrando da La Spezia il Santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore, il santuario di Nostra Signora della Salute a Manarola, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Corniglia, il Santuario della Madonna di Regio a Vernazza il santuario della Madonna di Soviore a Monterosso..
Per raggiungere il santuario di Vernazza si deve percorrere il sentiero numero 8. La lunghezza del percorso è di 1,2 km e raggiunge una quota di 317 m
Dalla stazione ferroviaria si prende la strada per il cimitero superandolo. Si continua lungo il sentiero lastricato, corrispondente al percorso della Via Crucis. La mulattiera si snoda tra le fasce coltivate fino a raggiungere il piazzale del santuario, dal quale si gode una bella vista su Vernazza. Da qui’ si sale ancora fino al monte Malpertuso e proseguendo sull’alta via delle 5 terre fino a Cingoletta si scende al santuario N. S. delle grazie (S. Bernardino) per fare ritorno a Vernazza.
lunedì 9 febbraio 2009
Acquedotto storico di Genova
L'Acquedotto storico di Genova è un'antica struttura architettonica idrica situata nella Val Bisagno, attraversando e uscendo dai confini del comune di Genova. Ha inizio nella provincia dal comune di Bargagli, nell'alta valle, e attraversa per intero i quartieri di Molassana, Staglieno, Circonvallazione a monte fino a Castelletto, per finire all'altezza della Ripa (o Sottoripa), in prossimita del porto antico, oggi attrazione turistica, un tempo cuore del futuro grande porto del mar Mediterraneo.
Oggi l'acquedotto si configura come uno stupendo percorso pedonale lungo circa ventotto chilometri, in un suggestivo scenario, rilevante sotto moltissimi punti di vista: dalle splendide architetture civili e monumentali di cui abbiamo esempio nel ponte canale sul Rio Torbido o nel Portale del Barabino alla Rovinata, all'archeologia industriale del Ponte Sifone sul Geirato e del suo gemello sul Veilino, dalle bellissime passeggiate nel verde del tratto Pino sottano - Trensasco o nella suggestiva gola di Fossato Cicala, all'interessante scoperta continua di come l'Acquedotto si è trasformato e mimetizzato giungendo nel centro cittadino.
...Fonte
giovedì 5 febbraio 2009
Una visita all'antico acquedotto
Un'opera idraulica medievale in Val Bisagno. Un percorso da rivalutare. Ci pensa l'associazione creata dagli abitanti di San Bazà di Francesca Baroncelli
GENOVA, 02 OTTOBRE 2006. Siete mai stati all'antico acquedotto della Val Bisagno? Di origine medievale, dal 1100 fornisce acqua potabile alla città vecchia e al Porto prelevandola dalle valli laterali del Bisagno. Il tracciato è ancora oggi bene individuabile, a cominciare dal ponte a tre livelli che attraversa la valle dell'affluente Davagna, a Bargagli. Non mancano le antiche chiuse e le abitazioni per i guardiani.
La parte terminale del percorso dell'acquedotto è stata ricalcata nell'800 dalla strada di Circonvallazione a Monte - da piazza Manin a Castelletto - lungo il cui percorso rimangono ancora tratti originali fino all'arrivo alle cisterne di Castelletto, dove l'ultimo ponte scavalca la salita di San Gerolamo.
L'Associazione culturale Antico Acquedotto è nata da un'aggregazione spontanea degli abitanti di San Bazà, una frazione di Struppa che gravita sul percorso dell'antico condotto.
Particolarmente sensibili allo stato del percorso, che è anche meta domenicale per le famiglie della valle, gli abitanti della zona si sono fatti promotori di azioni di volontariato, effettuando addirittura sistemazioni idrauliche e di sicurezza, apposto panchine e luoghi di sosta. Il fine dell'associazione è di portare avanti le attività di riqualificazione dell'acquedotto.
Fonte
GENOVA, 02 OTTOBRE 2006. Siete mai stati all'antico acquedotto della Val Bisagno? Di origine medievale, dal 1100 fornisce acqua potabile alla città vecchia e al Porto prelevandola dalle valli laterali del Bisagno. Il tracciato è ancora oggi bene individuabile, a cominciare dal ponte a tre livelli che attraversa la valle dell'affluente Davagna, a Bargagli. Non mancano le antiche chiuse e le abitazioni per i guardiani.
La parte terminale del percorso dell'acquedotto è stata ricalcata nell'800 dalla strada di Circonvallazione a Monte - da piazza Manin a Castelletto - lungo il cui percorso rimangono ancora tratti originali fino all'arrivo alle cisterne di Castelletto, dove l'ultimo ponte scavalca la salita di San Gerolamo.
L'Associazione culturale Antico Acquedotto è nata da un'aggregazione spontanea degli abitanti di San Bazà, una frazione di Struppa che gravita sul percorso dell'antico condotto.
Particolarmente sensibili allo stato del percorso, che è anche meta domenicale per le famiglie della valle, gli abitanti della zona si sono fatti promotori di azioni di volontariato, effettuando addirittura sistemazioni idrauliche e di sicurezza, apposto panchine e luoghi di sosta. Il fine dell'associazione è di portare avanti le attività di riqualificazione dell'acquedotto.
Fonte
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