Un'opera idraulica medievale in Val Bisagno. Un percorso da rivalutare. Ci pensa l'associazione creata dagli abitanti di San Bazà di Francesca Baroncelli
GENOVA, 02 OTTOBRE 2006. Siete mai stati all'antico acquedotto della Val Bisagno? Di origine medievale, dal 1100 fornisce acqua potabile alla città vecchia e al Porto prelevandola dalle valli laterali del Bisagno. Il tracciato è ancora oggi bene individuabile, a cominciare dal ponte a tre livelli che attraversa la valle dell'affluente Davagna, a Bargagli. Non mancano le antiche chiuse e le abitazioni per i guardiani.
La parte terminale del percorso dell'acquedotto è stata ricalcata nell'800 dalla strada di Circonvallazione a Monte - da piazza Manin a Castelletto - lungo il cui percorso rimangono ancora tratti originali fino all'arrivo alle cisterne di Castelletto, dove l'ultimo ponte scavalca la salita di San Gerolamo.
L'Associazione culturale Antico Acquedotto è nata da un'aggregazione spontanea degli abitanti di San Bazà, una frazione di Struppa che gravita sul percorso dell'antico condotto.
Particolarmente sensibili allo stato del percorso, che è anche meta domenicale per le famiglie della valle, gli abitanti della zona si sono fatti promotori di azioni di volontariato, effettuando addirittura sistemazioni idrauliche e di sicurezza, apposto panchine e luoghi di sosta. Il fine dell'associazione è di portare avanti le attività di riqualificazione dell'acquedotto.
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